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«Una coreografia che trasforma il silenzio in presenza - i corpi sembrano emergere dall'architettura gotica dell'abbazia come se fossero sempre stati lì.» — Il Corriere della Sera, Il Nome della Rosa, Teatro alla Scala
«Erika Rombaldoni trasforma i danzatori in narratori: i corpi diventano memoria viva, gesto politico, racconto incarnato. Ogni movimento è attraversato da immaginazione visiva e intensità emotiva.» — Il Messaggero
«Coreografa e ballerina talmente incredibile che qualcuno l’ha scambiata per il prodotto di un’intelligenza artificiale.» — Rolling Stone
«Un corpo che racconta, una mente che costruisce mondi. Non si adatta a uno standard: lo riscrive» — Virgilio Cultura e Spettacolo
«Uno degli spettacoli più riusciti della Festa Nazionale: il corpo dei danzatori diventa il linguaggio attraverso cui Joséphine Baker torna a essere contemporanea» — Monaco-Matin, Bonsoir Montecarlo, Grimaldi Forum

